Assolto Biagiotti, resta insoluto il gesto di Roscini
Posted ongennaio 16, 2010
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L’articolo apparso sulle pagine odierne de “Il Messaggero”
«Non sono un consigliere con il manganello». Biagiotti si scusa per le sue parole che hanno richiamato il fascismo, ma ora tutti, dall’Anpi a Rifondazione Comunista, puntano il dito sul “saluto romano” del leghista Roscini e sulla mancata censura da parte del presidente Barbanti.
Tra il giovane consigliere Pdl Roberto Biagiotti e il presidente dell’Associazione Partigiani Giuseppe Scherpiani, pace è fatta. Ieri mattina i due si sono ritrovati allo stesso tavolo e, dopo tre giorni di polemiche, sollevate dall’intervento di Biagiotti in consiglio comunale con il richiamo al ventennio fascista, si sono chiariti. «Mi scuso con chi si è sentito offeso dalle parole che ho pronunciato – spiega Biagiotti – Io ho semplicemente detto che la mia idea politica nasce nel Ventennio, ma è stata rivisitata dai partiti ai quali ho aderito, con un taglio netto alle situazioni che hanno creato danni per l’umanità. La mia radice, con i valori della famiglia, però, è quella». Il consigliere del Pdl, ex An, è però «rimasto molto male» dal video che circola su facebook nel quale «vengono accostate le mie parole alle stragi naziste. Sono stato travisato». Scherpiani, dal canto suo, ha riconosciuto «la correttezza» di Biagiotti, «alla mia età so riconoscere chi è onesto e chi non lo è». Ma, allo stesso tempo, non ha lesinato critiche al gesto, braccio teso e mano alzata, interpretato da tutti come il saluto romano, con il quale Roscini, seduto al fianco di Biagiotti in aula, ha risposto al suo intervento. «E’ uno che ha vissuto gli anni ’60 e l’anti-fascismo, pecca di informazione», sostiene l’Anpi. E il segretario comunale di Rifondazione Comunista Panaroni, che «loda la moralità di Biagiotti», chiede per Roscini «una sanzione da parte del presidente del consiglio comunale». E proprio Barbanti, oltre all’esponente della Lega, è finito sul “banco degli imputati” per non aver vigilato sull’accaduto. «Barbanti avrebbe dovuto censurare il gesto di Roscini – incalza Scherpiani – e a Biagiotti avrebbe dovuto chiedergli che cosa intendeva dire con quelle parole». Lo stesso esponente Pdl, dopo essersi scrollato di dosso le critiche, sposta i riflettori sugli altri due protagonisti della vicenda: «Condanno il gesto di Roscini – afferma Biagiotti – e Barbanti in quel momento era distratto».
T.D.
Nonostante la crisi, Buon Natale
Posted ondicembre 24, 2009
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Siamo giunti al termine del 2009, un anno caratterizzato da una crisi economica che ha mietuto moltissime vittime soprattutto nelle fasce più deboli e meno protette della società italiana. A differenza del resoconto di fine anno del ministro Tremonti, ritengo che l’attuale governo non è stato capace di fronteggiare questa crisi a causa di una politica economica elitaria rivolta a favore di alcune classi come quelle bancarie, assicurative e della grande imprenditoria, quindi non possiamo ignorare il semplice fatto che la stragrande maggioranza degli italiani è stata esclusa ingiustamente dai contributi economici del governo. Ai poveri comuni mortali che ogni giorno lottano per difendere il proprio lavoro hanno lasciato solo le briciole; ad esempio i ridicoli buoni – proposti dal ministro del turismo – per chi ha difficoltà a pagarsi le vacanze sono una triste realtà di un governo interessato a cambiare le legislatura sulla giustizia per assolvere il presidente del consiglio dalle sue note “beghe” giudiziarie”.
In questo quadro desolante, Rifondazione insieme al progetto della Federazione della Sinistra è obbligata a dare delle proposte convincenti per il Paese. Personalmente credo che le azioni da candidare come prioritarie in questo momento siano le seguenti:
- abbattere lo stato lavorativo del precariato;
- lottare contro le lobby che rallentano lo sviluppo del’Italia;
- investire nella ricerca e negli istituti scolastici e universitari;
- promuovere l’impiego di finanziamenti nelle energie rinnovabili;
- affermare la meritocrazia e il ruolo delle donne.
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In questo messaggio che sto scrivendo nella magica giornata della vigilia di Natale, vorrei chiedere un regalo a Babbo Natale. Un regalo per la mia città ed in particolare per quei pesaresi che sono costretti a soffrire di povertà, ormai un termine che non va più di moda, e, in casi estremi, a utilizzare le mense della Caritas per l’elementare bisogno di sfamarsi. Allora Babbo Natale ti chiedo di donare a tutti i pesaresi la virtù della solidarietà, offrendo la possibilità di stringerci insieme ad un albero di Natale, simbolo dell’unione, con la promessa di aiutarci l’uno con l’altro senza discriminazioni nel nome di una comunità sana e non egoistica.
A voi tutti Buon Natale!

Non esprimo nessuna solidarietà al Berlusconi politico
Posted ondicembre 20, 2009
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E’ passato poco più di un mese dal mio ultimo post in questo blog e di fatti ne sono successi tanti. Pensiamo al No B* Day, la manifestazione nazionale per chiedere le dimissioni di Silvio Berlusconi dalla carica di Presidente del Consiglio, all’aggressione contro quest’ultimo per mano di uno psicolabile, alla nascita della Federazione della Sinistra e altro ancora… .
Molti mi hanno chiesto un parere sul “fattaccio” avvenuto ai danni di Berlusconi, quindi mi sento in dovere di rispondere…
Personalmente non offro la mia solidarietà al Silvio Berlusconi come personaggio politico in quanto lo ritengo uno dei responsabili di questo clima d’odio e di intollerranza che si è instaurato in Italia; l’aggressione è solamente il frutto di una campagna politica aggressiva e pericolosa portata avanti dallo stesso Presidente del Consiglio.
Un progetto per l’unità della sinistra
Posted onnovembre 19, 2009
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Sulla Federazione della Sinistra
di Claudio Grassi
Poichè sono arrivate molte domande riguardanti la Federazione, ho pensato di scrivere questo post, a maggior ragione dopo i lavori della Direzione di ieri, che ha fornito degli elementi di chiarezza e fissato delle regole che rendono questo percorso sempre più concreto.
La Direzione nazionale di Rifondazione Comunista si è riunita giovedì 19 novembre, in discussione la Federazione della Sinistra, in particolare il manifesto politico e lo statuto provvisorio.
Valuto molto positivamente le decisioni che sono state assunte e l’ampia maggioranza che le ha condivise. Hanno espresso voto contrario soltanto Bellotti e Giardiello e si sono astenuti Acerbo, Forenza e Pegolo. Già questo è un primo fatto di grande rilievo: in continuità con quanto avvenuto nel Comitato politico nazionale di settembre si sta consolidando nel partito una ampia maggioranza politica. Considero questa condizione un “bene primario” da salvaguardare e consolidare.
E’ impensabile, infatti, cercare di rilanciare Rifondazione Comunista dopo i colpi durissimi subiti in questi anni – sia politici che organizzativi – e costruire una Federazione senza una larga unità del partito.
Dunque la Federazione della Sinistra comincia a muovere i primi passi e si cominciano a delineare il suo progetto politico e le sue forme organizzative.
Quali sono le cose più importanti contenute nel manifesto e nello statuto provvisorio?
Cerco di riassumere le principali. La Federazione della Sinistra è promossa da quattro forze organizzate (Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Lavoro e Solidarietà), ma è un soggetto aperto a tutte le associazioni, soggetti politici, comitati, movimenti – locali o nazionali – che vogliono impegnarsi per il superamento del capitalismo e del patriarcato.
Questo è un primo punto fondamentale: il processo è aperto, ma non è indistinto. Nessun nuovo Arcobaleno all’orizzonte o cartelli elettorali come Sinistra e Libertà (che di fronte alle difficoltà politiche si sciolgono come neve al sole), ma una aggregazione con un programma politico comune.
L’obiettivo del superamento del capitalismo del patriarcato collocano la Federazione non su una posizione genericamente di sinistra e di alternanza, ma su quella della trasformazione, del conflitto e della alternativa di società. Infatti nel manifesto si legge che la Federazione opera nella “piena indipendenza politica e culturale dal centro sinistra”. Sono parole molto chiare. Questo significa che con il centro sinistra si possono fare degli accordi su base programmatica, ma senza nessuna subalternità e senza nessun automatismo.
Un altro punto politico importante riguarda la guerra. Essa viene giustamente collocata nel “nuovo ordine mondiale fondato sul dominio neocolonialista e neoimperialista dei paesi ricchi” ed è determinata principalmente da “l’accaparramento delle materie prime e dal controllo delle aree strategiche”. Fa piacere leggere queste parole chiare dopo che, per parecchi anni, siamo stati sommersi da teorie confuse e sbagliate quali quella della “spirale guerra terrorismo” o del superamento di concetto di imperialismo.
Per quanto riguarda poi le proposte organizzative siamo di fronte a passaggi altrettanto importanti e impegnativi.
Cerchiamo di vedere come si svilupperà la costruzione della Federazione.
Il primo appuntamento è il 5 dicembre al teatro Brancaccio alle 9.30. Dobbiamo essere tantissimi, approfittando anche del fatto che nel pomeriggio saremo tutti a Roma a manifestare contro Berlusconi. In quella assemble si avvierà la “fase costituente della Federazione della Sinistra”. Verrà costituito un consiglio politico nazionale (ampio), un coordinamento politico nazionale (ristretto) e verrà nominato un o una portavoce nazionale. Per il primo anno il portavoce sarà a rotazione tra le quattro forze politiche promotrici. Subito dopo questa assemblea partirà anche il tesseramento alla Federazione della Sinistra. Come funzionerà? Per quanto riguarda i soggetti organizzati, i loro iscritti saranno automaticamente iscritti alla Federazione, per chi invece non è iscritto a nessun partito potrà iscriversi direttamente alla Federazione. Il congresso costitutivo si terrà dopo un anno dall’avvio del tesseramento, quindi alla fine del 2010. La Federazione si organizzera in circoli territoriali o di luoghi di lavoro, in federazioni provinciali e regionali. La scelta dei circoli territoriali è stata una molto discussa, ma, io credo, giusta. Infatti se non vogliamo costruire un Federazione che sia solo cartello elettotale e un accordo statico tra quattro soggetti politici organizzati è necessario attivare la più ampia partecipazione. Questa non può che partire dal coinvolgimento di tutti gli iscritti in un processo democratico che parta dal basso a partire dal concetto una testa un voto.
Io penso che la costruzione della Federazione colga bene due necessità che oggi abbiamo.
La prima è quella di dare un segnale di unità alla nostra gente, di marcare una inversione di tendenza rispetto le continue scissioni e divisioni che si sono manifestate in questi anni. La seconda è quella di non fare pasticci, né nella direzione di un nuovo Arcobaleno, né nella forzatura di un partito unico rispetto il quale le condizioni non sono ancora mature.
Rifondazione quindi resta con la sua piena autonomia, ma dal 5 dicembre sarà impegnata in un importante progetto di unità e di rilancio della sinistra comunista di alternativa del nostro paese!
Le iniziative che sono state fatte in queste settimane sui territori ( da Milano a Bologna, da Roma al Veneto e tante altre) ci fanno ben sperare perché la partecipazione è buona e va al di là dei soggetti promotori: promuoviamo ovunque assemblee aperte della Federazione della Sinistra!
www.claudiograssi.com
La tecnocrazia prima di tutto… secondo Gambini
Posted onnovembre 11, 2009
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Un secondo casello a S.Veneranda vale quanto 30 milioni di opere di compensazione per il miglioramento delle strutture stradali urbane? Secondo Michele Gambini e il suo appena nato comitato il gioco vale la candela, ma la domanda sorge spontanea: chi ci dà l’assoluta garanzia di questa tesi?
Dopo la sentenza di società Autostrade di pochi giorni fa, il comitato del “SI a S.Veneranda sempre e comunque” ha sferrato una pesante controffensiva nei confronti di quelli che dicono NO e ha strategicamente esteso il suo consenso a consiglieri e politici legati a quei territori periferici probabilmente penalizzati dalla futura messa in opera del casello di Fenile. A mio avviso, il gruppo capeggiato dall’ex assessore al traffico e viabilità, in questa recente fase di dibattito sulla viabilità locale, ha assunto un atteggiamento da tecnocrate, ignorando opportunisticamente le voci dei residenti di S.Veneranda e Celletta. Mentre quest’ultimi gridano giustizia di fronte alla proposta di un casello a ridosso delle abitazioni.
Il progetto del comitato del SI a S.Veneranda, esposto in occasione della recente tavola rotonda, prevede l’annientamento del secondo polmone verde della città, ovvero il Cuneo Verde, attraverso la costruzione di una bretella che collegherebbe l’interquartieri con la Flaminia, ma senza tenere in considerazione l’impatto che ne deriverebbe sulla viabilità del quartiere di Loreto.
I comitati di quartiere che lottano contro la realizzazione del secondo casello non devono assolutamente essere etichettati come provinciali e chiusi mentalmente; la colpa di questo evidente problema di viabilità risiede nelle strategie urbanistiche dei vecchi amministratori, i quali non sono stati capaci di costruire un piano di sviluppo in cui le vie di comunicazione più importanti, come l’Autostrada, venissero progettate e realizzate alla luce di un prevedibile allargamento della città e dei suoi centri residenziali.
CASELLO SI CASELLO NO
Posted onnovembre 2, 2009
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Sala Pierangeli – ore 21 mercoledì 4 novembre
IL COORDINAMENTO Provinciale delle Liste Civiche, cui aderiscono Liberi x Pesaro e Bene Comune di Fano, ha organizzato un incontro sul tema del secondo casello autostradale di Pesaro, che si terrà mercoledì prossimo alle ore 21 nella sala della Provincia «W. Pierangeli».
L’intento è proporre un confronto tecnico tra tutte le proposte emerse, per la ricerca di una soluzione all’altezza dell’importanza di una scelta definitiva non solo per Pesaro ma anche per Fano. I relatori avranno a disposizione un tempo limitato ed uguale per tutti e potranno supportare le proprie posizioni illustrandole anche con disegni tecnici. Seguirà un dibattito e un confronto aperto al pubblico.
A tutt’oggi manca ancora l’adesione dell’amministrazione fanese che pur avendo manifestato interesse per il confronto non ha ancora indicato alcun rappresentante né confermato la partecipazione.
La strana ostinazione di Michele Gambini sul secondo casello
Posted onottobre 19, 2009
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Quando nel precedente mandato si avanzò l’ipotesi di decidere subito una linea chiara sul secondo casello, Rifondazione si schierò per decidere e gli altri gruppi di maggioranza preferirono rimandare. L’ex assessore comunale all’ambiente, Michele Gambini, in cinque anni di mandato non ha mai menzionato pubblicamente la questione del secondo casello e, guarda a caso, quando si ritrova politicamente disoccupato, tira fuori dalla manica la carta del secondo casello a S.Veneranda scatenando una bufera mediatica che ha contribuito a confondere le idee di tutti.
La mia posizione e quella di Rifondazione Comunista sono state ben delineate e urlate fin troppo: no al casello a S.Veneranda! Le motivazioni di questa scelta sono ben riconducibili al forte impatto ambientale che ne deriverebbe e a un sistema d’infrastrutture stradali insufficienti ad accogliere il traffico in arrivo dal casello in una zona densamente popolata come la Celletta. E’ veramente assurdo sapere che in una città del centro-nord Italia, la consuetudine è di costruire prima le case, poi realizzare autostrade.
A mio avviso, qualsiasi urbanista con la coscienza pulita sa benissimo che due caselli a Pesaro non possono coesistere, visto che lo sviluppo della città è longitudinale mentre quello dell’autostrada è trasversale, quindi lo spazio di realizzazione di un eventuale secondo casello è da considerarsi un tabù.
Il volantino contro il casello a S.Veneranda
Posted onsettembre 24, 2009
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Questo volantino è in corso di distribuzione in tutte le case dei quartieri S.Veneranda, Celletta, 5Torri e Pantano.
Doveroso rispetto per le vittime. Via dall’Afghanistan!
Posted onsettembre 22, 2009
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FERRERO, PRC: AFGHANISTAN, OGGI E’ IL GIORNO DEL LUTTO MA ANCHE DEGLI IMPEGNI. DOBBIAMO ANDARCENE SUBITO.
“Oggi è il giorno del lutto e del dolore, ma è anche il giorno degli impegni. Mai più morti italiani in Afghanistan e mai più morti per mano italiana, in quel martoriato Paese. Il governo italiano deve ritirare immediatamente le nostre truppe da una guerra che alimenta solo l’odio.
Questo ci chiedono i normali cittadini che oggi hanno interrotto i funerali di Stato dei sei militari italiani caduti a Kabul al grido di “Pace subito!” e “Ritirateli tutti!”, ma anche le migliaia di persone che hanno votato (al 65% contro il 35%) a favore del ritiro immediato delle truppe italiane”,
Così si è espresso oggi pomeriggio il segretario nazionale di Rifondazione comunista Paolo Ferrero, intervenendo in diretta alla prima puntata della trasmissione “Il fatto del giorno”, talk show condotto da Monica Setta e andato in onda oggi pomeriggio su Rai 2. Ferrero, presente alla trasmissione di Monica Setta in qualità di primo ospite del suo “Faccia a Faccia”, ha commentato con queste parole il sondaggio della trasmissione che, fatto con il televoto, chiedeva agli ascoltatori di pronunciarsi a favore o contro la presenza di truppe italiane in Afghanistan.
tratto da rifondazione.it
Hattrick mania
Posted onsettembre 22, 2009
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Hattrick è un gioco in cui sei chiamato a guidare una squadra di calcio virtuale verso la gloria, in competizione con altri partecipanti da tutto il mondo.
Hattrick è un gioco semplice, soprattutto per capirne le basi. Puoi giocare ad Hattrick anche se ti colleghi solo una o due volte la settimana (ma speriamo di vederti qui più spesso). La sfida non è quella di battere il gioco, ma di vincere la competizione degli altri partecipanti. Nel mentre, molti partecipanti diventano amici, rendendo Hattrick anche un gioco sociale.
tratto da www.hattrick.org
Dopo 3 anni di astinenza ho ridato vita alla mia esperienza di presidente con una nuova squadra di hattrick.
Squadra: S.Veneranda
Serie: XI.451



